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Archive for the ‘reato’ Category
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Dare del pazzo al datore di lavoro? Non è reato
Insulti, parolacce e volgarità, se pronunciate in ambiente lavorativo, possono, in determinate situazioni, diventare persino costruttive, con la conseguenza che chi le pronuncia non commette reato.
E' quanto stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 17672 depositata il 7 maggio scorso.
Nella specie un datore di lavoro aveva querelato per diffamazione un proprio dipendente perché, in un momento di sfogo con un altro suo collega, lo aveva definito un “pazzo”.
Secondo i giudici, al di là dell'«ineleganza» e della «rozzezza» con cui ci si può rivolgere al capo o ad un collega, in certi casi il turpiloquio può essere solo un modo per sollecitare il dibattito sul lavoro, potendo, addirittura, stimolare il miglioramento dell'organizzazione aziendale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 9 giugno 2010 - www.videodiritto.it
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Processo breve: primo sì del Senato
Stabiliti i tempi massimi per i procedimenti giudiziari oltre i quali si viola la durata ragionevole del processo ed il reato viene estinto.
E’ quanto previsto dal disegno di legge sul “processo breve” approvato in prima battuta dal Senato il 20 gennaio scorso.
L'obiettivo del provvedimento – secondo la maggioranza - è quello di rendere più certi presupposti, procedura e quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Dure critiche dall’opposizione, che parla di “legge ad personam”, e dall’Associazione Nazionale Magistrati, che denuncia il rischio di “conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana”.
Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010
Dare del pazzo al datore di lavoro? Non è reato
Insulti, parolacce e volgarità, se pronunciate in ambiente lavorativo, possono, in determinate situazioni, diventare persino costruttive, con la conseguenza che chi le pronuncia non commette reato.
E' quanto stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 17672 depositata il 7 maggio scorso.
Nella specie un datore di lavoro aveva querelato per diffamazione un proprio dipendente perché, in un momento di sfogo con un altro suo collega, lo aveva definito un “pazzo”.
Secondo i giudici, al di là dell'«ineleganza» e della «rozzezza» con cui ci si può rivolgere al capo o ad un collega, in certi casi il turpiloquio può essere solo un modo per sollecitare il dibattito sul lavoro, potendo, addirittura, stimolare il miglioramento dell'organizzazione aziendale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 9 giugno 2010 - www.videodiritto.it
Processo breve: primo sì del Senato
Stabiliti i tempi massimi per i procedimenti giudiziari oltre i quali si viola la durata ragionevole del processo ed il reato viene estinto.
E’ quanto previsto dal disegno di legge sul “processo breve” approvato in prima battuta dal Senato il 20 gennaio scorso.
L'obiettivo del provvedimento – secondo la maggioranza - è quello di rendere più certi presupposti, procedura e quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Dure critiche dall’opposizione, che parla di “legge ad personam”, e dall’Associazione Nazionale Magistrati, che denuncia il rischio di “conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana”.
Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010

