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Archive for the ‘professionista’ Category
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Se il professionista non si aggiorna va sanzionato
Il professionista che si sottrae agli adempimenti previsti per la formazione continua commette un illecito disciplinare ed è sottoposto ad una sanzione applicata dal Consiglio dell’ordine nei limiti di competenza.
E’ quanto stabilito dalla Cassazione, con l’ordinanza n. 2235 del 1° febbraio scorso, con la quale è stato respinto il ricorso di un notaio al quale era stata applicata la sanzione disciplinare della censura per aver conseguito solamente 93 crediti invece dei 100 richiesti per il biennio.
Secondo gli ermellini il mancato aggiornamento comporta, infatti, un danneggiamento al decoro e al prestigio della professione, soggetto, quindi, alle stesse sanzioni previste in caso di compimento di errori gravi tecnici.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 aprile 2010
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Pubblicabile la sanzione disciplinare inflitta all’avvocato
Il professionista che vede pubblicato su una rivista l'esito di un procedimento disciplinare a suo carico non ha diritto al risarcimento del danno.
E’ quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 20819 depositata il 29 settembre scorso.
La Suprema Corte ricorda infatti che ci sono forme di pubblicità legale che permettono a chiunque di prendere visione dei provvedimenti adottati dall’Ordine.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 07 ottobre 2009
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Il professionista con studio a casa non paga l’Irap
Il professionista che svolge l’attività lavorativa nella propria abitazione non è soggetto all’Irap.
E’ quanto deciso dalla Sezione Tributaria della Cassazione con la sentenza n. 15110 depositata il 26 giugno scorso.
Nella specie i giudici hanno stabilito che l’uso di una stanza dell’abitazione, un fax, una libreria e un pc, non integrasse quella attività autonomamente organizzata che costituisce il presupposto per il versamento dell'imposta.
Il requisito dell’autonoma organizzazione – ricorda la Suprema Corte - ricorre quando il contribuente:
• sia il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse
• impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga, in modo non occasionale, di lavoro altrui
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
Se il professionista non si aggiorna va sanzionato
Il professionista che si sottrae agli adempimenti previsti per la formazione continua commette un illecito disciplinare ed è sottoposto ad una sanzione applicata dal Consiglio dell’ordine nei limiti di competenza.
E’ quanto stabilito dalla Cassazione, con l’ordinanza n. 2235 del 1° febbraio scorso, con la quale è stato respinto il ricorso di un notaio al quale era stata applicata la sanzione disciplinare della censura per aver conseguito solamente 93 crediti invece dei 100 richiesti per il biennio.
Secondo gli ermellini il mancato aggiornamento comporta, infatti, un danneggiamento al decoro e al prestigio della professione, soggetto, quindi, alle stesse sanzioni previste in caso di compimento di errori gravi tecnici.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 aprile 2010
Pubblicabile la sanzione disciplinare inflitta all’avvocato
Il professionista che vede pubblicato su una rivista l'esito di un procedimento disciplinare a suo carico non ha diritto al risarcimento del danno.
E’ quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 20819 depositata il 29 settembre scorso.
La Suprema Corte ricorda infatti che ci sono forme di pubblicità legale che permettono a chiunque di prendere visione dei provvedimenti adottati dall’Ordine.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 07 ottobre 2009
Il professionista con studio a casa non paga l’Irap
Il professionista che svolge l’attività lavorativa nella propria abitazione non è soggetto all’Irap.
E’ quanto deciso dalla Sezione Tributaria della Cassazione con la sentenza n. 15110 depositata il 26 giugno scorso.
Nella specie i giudici hanno stabilito che l’uso di una stanza dell’abitazione, un fax, una libreria e un pc, non integrasse quella attività autonomamente organizzata che costituisce il presupposto per il versamento dell'imposta.
Il requisito dell’autonoma organizzazione – ricorda la Suprema Corte - ricorre quando il contribuente:
• sia il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse
• impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga, in modo non occasionale, di lavoro altrui
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009

