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Risultati per ‘licenziamento’

  • Licenziato perchè beccato su internet in ufficio?

    L'avv. Rosario Imperiali illustra un esempio concreto ci dimostra come alcune aziende aggirano il problema dell'uso incondizionato di internet da parte dei dipendenti durante le ore lavorative.

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 12 Maggio 2010
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  • Licenziamento impugnato fuori termine, preclusioni

    La mancata impugnazione del licenziamento nel termine di 60 giorni fissato dalla legge preclude al lavoratore sia l’azione di reintegro che quella di risarcimento del danno. Lo ha stabilito la Sezione Lavoro della Cassazione con la sentenza n. 2676 depositata il 5 febbraio scorso. I giudici hanno precisato che il vigente ordinamento stabilisce per la risoluzione del rapporto di lavoro una disciplina speciale, prevedendo un termine breve di decadenza per l'impugnazione del licenziamento da parte del lavoratore a garanzia della certezza della situazione di fatto determinata dal recesso datoriale, ritenendo tale certezza valore preminente rispetto a quello della legittimità del licenziamento. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 5 maggio 2010 - www.videodiritto.it

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 12 Maggio 2010
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  • Tg Videodiritto.it - Puntata del 6 maggio 2010

    • In Gazzetta le legge sul made in Italy: etichettatura obbligatoria e nuovo regime sanzionatorio • Licenziamento impugnato fuori termine: la Cassazione precisa in quali preclusioni incorre il lavoratore • Il Garante della Privacy stabilisce le nuove regole sulla videosorveglianza • Dichiarazione e costi non documentati: la Cassazione condanna al risarcimento dei danni un commercialista

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 06 Maggio 2010
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  • Le donne al lavoro fino a 65 anni senza comunicazione

    Cade l’onere a carico della lavoratrice di dare tempestiva comunicazione al datore nel caso in cui intenda proseguire nel rapporto di lavoro oltre il sessantesimo anno di età. Con la sentenza n. 275 del 19 ottobre scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 30 del Codice delle pari opportunità che prevedeva tale onere. La Consulta ricorda che «i precetti costituzionali di cui agli articoli 3 e 37, primo comma, non consentono di regolare l'età lavorativa della donna in modo difforme da quello previsto per gli uomini, non soltanto per quanto concerne il limite massimo di età, ma anche riguardo alle condizioni per raggiungerlo». Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 04 novembre 2009

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 04 Novembre 2009
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  • Tg Videodiritto.it - Puntata del 04 novembre 2009

    • Al via la mediazione civile e commerciale: approvate le disposizioni di attuazione della riforma del processo civile • Le donne al lavoro fino a 65 anni senza comunicazione: eliminata la disparità fra i lavoratori uomini e donne • Influenza A: le misure urgenti del Ministero della Salute. Stabilite le priorità per la vaccinazione • Mancato deposito del ricorso per errore del corriere: riconosciuta la responsabilità dell’avvocato

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 04 Novembre 2009
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  • Non licenziabile il lavoratore che soffre di allergie

    Il licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate è illegittimo se il datore di lavoro non ha accertato la possibilità di assegnare al dipendente mansioni diverse e di pari grado. E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza n. 21710 depositata il 13 ottobre scorso. Nel caso di specie un'azienda di servizi pubblici di Olbia aveva licenziato un proprio dipendente considerandolo inidoneo a svolgere le mansioni assegnategli a causa di un'allergia alle vernici. I giudici di Piazza Cavour hanno confermato la decisione della Corte d'Appello che, accertata la possibilità dell’azienda di cambiare le mansioni del ricorrente con altre di pari livello assegnate ad altri lavoratori, aveva reintegrato il dipendente. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 28 ottobre 2009

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 29 Ottobre 2009
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  • Tg Videodiritto.it - Puntata del 28 ottobre 2009

    Offerte pubbliche d'acquisto: in Gazzetta il decreto Non licenziabile il lavoratore che soffre di allergie Pillola abortiva: via libera all'immissione in commercio Ristrutturazione, ricostruzione e nuova costruzione

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 28 Ottobre 2009
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  • Via libera alla riforma Brunetta sulla p.a.

    Il Consiglio dei Ministri nella riunione di venerdì scorso ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sulla riforma della Pubblica Amministrazione proposto dal Ministro Renato Brunetta. Il punto centrale della riforma consiste nell'attribuzione selettiva degli incentivi economici e di carriera, in modo da premiare i più capaci e i meritevoli. Queste le principali novità: • costituzione di una Commissione per la valutazione, che dovrà predisporre ogni anno una graduatoria di performance delle singole amministrazioni statali • nuove procedure per l’accesso alla dirigenza: sarà previsto un periodo di formazione presso un’amministrazione all’estero • controllo delle assenze ed inasprimento delle sanzioni in caso di falsi certificati medici • previsione di una catalogo di infrazioni gravi assoggettate al licenziamento. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 14 ottobre 2009

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 14 Ottobre 2009
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  • I controlli difensivi in azienda

    Controlli effettuati a seguito di un incremento anomalo del traffico telefonico accertano l'uso del telefono, per finalità extralavorative, da parte di un lavoratore. Da qui il licenziamento. È lecito il comportamento dell'azienda? La linea tenuta dall'azienda è legittima. Questultima, infatti, ha avviato un accertamento sulla base di fondati sospetti di condotte illecite emerse nel corso della normale procedura di monitoraggio del traffico telefonico. I controlli difensivi sono quindi leciti ed il datore di lavoro ha il diritto di verificare che il lavoratore non tenga comportamenti antiaziendali, avendo sempre come limite invalicabile il rispetto per la persona del lavoratore. Video a cura di di Legal Technology

    Inserito da: Amministratore
    il: 22 Luglio 2009
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  • Lavoratore che va in carcere non può essere licenziato

    La carcerazione per fatti estranei al rapporto lavorativo non costituisce inadempimento contrattuale ma semplicemente un fatto che determina la temporanea impossibilità della prestazione lavorativa. E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza n. 12721 del 1° giugno scorso, che conferma l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; motivo invocato dall’azienda a seguito dell’incarcerazione del dipendente. I giudici precisano che la persistenza di un apprezzabile interesse datoriale a ricevere le future prestazioni del lavoratore incarcerato va individuata secondo i criteri oggettivi costituiti dalle esigenze oggettive dell’impresa, da valutarsi tenendo conto: • delle dimensioni dell’azienda • della prevedibile durata della carcerazione • della natura delle mansioni svolte dal lavoratore assente • e della possibilità di affidarle ad altri dipendenti senza che ciò comporti nuove assunzioni od un intollerabile aggravio dell’organizzazione produttiva aziendale Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009

    Inserito da: redazione Redazione
    il: 15 Luglio 2009
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