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Archive for the ‘garante-della-privacy’ Category
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Fax e mail promozionali: illeciti senza consenso
Il Garante della privacy, a seguito di segnalazioni di imprese, enti e singoli cittadini, ha vietato l’ulteriore trattamento di dati personali a quattro società che inviavano pubblicità tramite fax o e-mail senza aver acquisito il consenso preventivo e specifico dei destinatari.
E’ quanto reso noto dall’Autorità nella newsletter n. 339 del 24 giugno scorso.
In particolare il Garante ha riaffermato il principio che, a prescindere da dove vengano estratti i recapiti, chiunque invii messaggi promozionali mediante sistemi automatizzati (fax, e-mail, sms, mms), è sempre obbligato a raccogliere preventivamente il consenso specifico ed informato dei destinatari.
Il mancato rispetto del divieto comporta le sanzioni amministrative e penali previste dal Codice privacy, nonchè l’eventuale risarcimento del danno da far valere in sede civile.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 7 luglio 2010 - www.videodiritto.it
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Elenchi telefonici: via libera alla “ricerca inversa”
Dal 1° gennaio 2011 sarà di nuovo possibile risalire al nominativo di un abbonato sulla base del suo numero telefonico, a meno che l'interessato non abbia espresso una volontà contraria al proprio operatore.
E’ quanto chiarito dal Garante della privacy, con il provvedimento dell’8
aprile scorso, a seguito della richiesta di alcune società che offrono servizi di informazione sull'elenco abbonati.
La possibilità di "ricerca inversa" riguarda i "vecchi" abbonati, i cui dati erano già inseriti in un elenco pubblico alla data del 1° febbraio 2005, e i nuovi abbonati che hanno espresso un esplicito consenso su questo punto.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 giugno 2010 - www.videodiritto.it
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No ad immagini di persone con le manette ai polsi
I media si astengano dal diffondere riprese e fotografie di persone in manette.
Lo ha ribadito il Garante della Privacy con una nota lunedì scorso.
L’intervento fa seguito alla richiesta dell’avvocato di Fabio De Santis affinché le immagini del suo assistito, ripreso in occasione dell’udienza presso il Tribunale del Riesame di Firenze, non vengano mandate in onda.
Fatto salvo il diritto-dovere di informare su fatti di interesse pubblico, l’Autorità ricorda che occorre sempre rispettare la dignità delle persone, così come previsto, oltre che dalla normativa vigente, anche dal Codice deontologico dei giornalisti, laddove stabilisce che “le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi”.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 giugno 2010
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Le nuove regole sulla videosorveglianza
Con il provvedimento dell’8 aprile scorso il Garante della Privacy ha varato le nuove regole alle quali soggetti pubblici e privati dovranno conformarsi per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza.
Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno.
Queste le novità:
• sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone;
• appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia;
• obbligo di sottoporre alla verifica del Garante privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o "intelligenti";
• conservazione a tempo delle immagini registrate;
• rigorose misure di sicurezza a protezione delle immagini e contro accessi non autorizzati.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 5 maggio 2010 - www.videodiritto.it
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In bagno senza il permesso dell’azienda
Viola la dignità e la riservatezza delle persone il datore di lavoro che obbliga i dipendenti a richiedere l'autorizzazione scritta per andare in bagno o, comunque, per allontanarsi temporaneamente dalla postazione di lavoro.
Lo ha stabilito il Garante della privacy, con provvedimento del 24 febbraio scorso, condannando un'azienda che aveva imposto ai propri operai di compilare appositi tagliandi di carta dove indicare nome, orario e motivazione per cui ci si assentava.
La modalità di trattamento, oltre che sproporzionata, risultava lesiva della dignità dei lavoratori anche in considerazione del potenziale condizionamento della libertà di movimento che ne conseguiva.
Il Garante ha dunque vietato l'uso dei permessi e ha prescritto all'azienda di predisporre nuove modalità di comunicazione degli allontanamenti dei dipendenti.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 aprile 2010
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Garante Privacy: vietato diffondere le foto di Villa Certosa
È illecito riprendere e diffondere immagini di persone all'interno di una privata dimora senza il loro consenso e utilizzando tecniche particolarmente invasive.
E' quanto stabilito dal Garante della Privacy, con il provvedimento del 18 giugno scorso, che ha deciso in merito alla segnalazione presentata dal legale dell'on. Silvio Berlusconi circa alcune foto che ritraevano persone all'interno del parco di Villa Certosa.
L'Autorità ha dichiarato le foto in questione illecite perché realizzate in violazione delle garanzie poste a tutela del domicilio e dei principi stabiliti dalla normativa sulla privacy, e ne ha vietato, a chiunque ne venga in possesso, l'utilizzazione e la diffusione
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
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Fax e mail promozionali: illeciti senza consenso
Il Garante della privacy, a seguito di segnalazioni di imprese, enti e singoli cittadini, ha vietato l’ulteriore trattamento di dati personali a quattro società che inviavano pubblicità tramite fax o e-mail senza aver acquisito il consenso preventivo e specifico dei destinatari.
E’ quanto reso noto dall’Autorità nella newsletter n. 339 del 24 giugno scorso.
In particolare il Garante ha riaffermato il principio che, a prescindere da dove vengano estratti i recapiti, chiunque invii messaggi promozionali mediante sistemi automatizzati (fax, e-mail, sms, mms), è sempre obbligato a raccogliere preventivamente il consenso specifico ed informato dei destinatari.
Il mancato rispetto del divieto comporta le sanzioni amministrative e penali previste dal Codice privacy, nonchè l’eventuale risarcimento del danno da far valere in sede civile.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 7 luglio 2010 - www.videodiritto.it
Elenchi telefonici: via libera alla “ricerca inversa”
Dal 1° gennaio 2011 sarà di nuovo possibile risalire al nominativo di un abbonato sulla base del suo numero telefonico, a meno che l'interessato non abbia espresso una volontà contraria al proprio operatore.
E’ quanto chiarito dal Garante della privacy, con il provvedimento dell’8
aprile scorso, a seguito della richiesta di alcune società che offrono servizi di informazione sull'elenco abbonati.
La possibilità di "ricerca inversa" riguarda i "vecchi" abbonati, i cui dati erano già inseriti in un elenco pubblico alla data del 1° febbraio 2005, e i nuovi abbonati che hanno espresso un esplicito consenso su questo punto.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 giugno 2010 - www.videodiritto.it
No ad immagini di persone con le manette ai polsi
I media si astengano dal diffondere riprese e fotografie di persone in manette.
Lo ha ribadito il Garante della Privacy con una nota lunedì scorso.
L’intervento fa seguito alla richiesta dell’avvocato di Fabio De Santis affinché le immagini del suo assistito, ripreso in occasione dell’udienza presso il Tribunale del Riesame di Firenze, non vengano mandate in onda.
Fatto salvo il diritto-dovere di informare su fatti di interesse pubblico, l’Autorità ricorda che occorre sempre rispettare la dignità delle persone, così come previsto, oltre che dalla normativa vigente, anche dal Codice deontologico dei giornalisti, laddove stabilisce che “le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi”.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 giugno 2010
Le nuove regole sulla videosorveglianza
Con il provvedimento dell’8 aprile scorso il Garante della Privacy ha varato le nuove regole alle quali soggetti pubblici e privati dovranno conformarsi per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza.
Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno.
Queste le novità:
• sistemi integrati di videosorveglianza solo nel rispetto di specifiche garanzie per la libertà delle persone;
• appositi cartelli per segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia;
• obbligo di sottoporre alla verifica del Garante privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o "intelligenti";
• conservazione a tempo delle immagini registrate;
• rigorose misure di sicurezza a protezione delle immagini e contro accessi non autorizzati.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 5 maggio 2010 - www.videodiritto.it
In bagno senza il permesso dell’azienda
Viola la dignità e la riservatezza delle persone il datore di lavoro che obbliga i dipendenti a richiedere l'autorizzazione scritta per andare in bagno o, comunque, per allontanarsi temporaneamente dalla postazione di lavoro.
Lo ha stabilito il Garante della privacy, con provvedimento del 24 febbraio scorso, condannando un'azienda che aveva imposto ai propri operai di compilare appositi tagliandi di carta dove indicare nome, orario e motivazione per cui ci si assentava.
La modalità di trattamento, oltre che sproporzionata, risultava lesiva della dignità dei lavoratori anche in considerazione del potenziale condizionamento della libertà di movimento che ne conseguiva.
Il Garante ha dunque vietato l'uso dei permessi e ha prescritto all'azienda di predisporre nuove modalità di comunicazione degli allontanamenti dei dipendenti.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 aprile 2010
Garante Privacy: vietato diffondere le foto di Villa Certosa
È illecito riprendere e diffondere immagini di persone all'interno di una privata dimora senza il loro consenso e utilizzando tecniche particolarmente invasive.
E' quanto stabilito dal Garante della Privacy, con il provvedimento del 18 giugno scorso, che ha deciso in merito alla segnalazione presentata dal legale dell'on. Silvio Berlusconi circa alcune foto che ritraevano persone all'interno del parco di Villa Certosa.
L'Autorità ha dichiarato le foto in questione illecite perché realizzate in violazione delle garanzie poste a tutela del domicilio e dei principi stabiliti dalla normativa sulla privacy, e ne ha vietato, a chiunque ne venga in possesso, l'utilizzazione e la diffusione
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009

