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Archive for the ‘cassazione/page/3’ Category
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Senza l’audizione dell’interessato la multa va annullata
Va annullata la multa se il trasgressore che ne ha fatto richiesta non viene ascoltato.
E' quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n. 13622 depositata l'11 giugno scorso.
Secondo i giudici in tema di sanzioni amministrative, la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di questa fase
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
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Lavoratore che va in carcere non può essere licenziato
La carcerazione per fatti estranei al rapporto lavorativo non costituisce inadempimento contrattuale ma semplicemente un fatto che determina la temporanea impossibilità della prestazione lavorativa.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza n. 12721 del 1° giugno scorso, che conferma l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; motivo invocato dall’azienda a seguito dell’incarcerazione del dipendente.
I giudici precisano che la persistenza di un apprezzabile interesse datoriale a ricevere le future prestazioni del lavoratore incarcerato va individuata secondo i criteri oggettivi costituiti dalle esigenze oggettive dell’impresa, da valutarsi tenendo conto:
• delle dimensioni dell’azienda
• della prevedibile durata della carcerazione
• della natura delle mansioni svolte dal lavoratore assente
• e della possibilità di affidarle ad altri dipendenti senza che ciò comporti nuove assunzioni od un intollerabile aggravio dell’organizzazione produttiva aziendale
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
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Il professionista con studio a casa non paga l’Irap
Il professionista che svolge l’attività lavorativa nella propria abitazione non è soggetto all’Irap.
E’ quanto deciso dalla Sezione Tributaria della Cassazione con la sentenza n. 15110 depositata il 26 giugno scorso.
Nella specie i giudici hanno stabilito che l’uso di una stanza dell’abitazione, un fax, una libreria e un pc, non integrasse quella attività autonomamente organizzata che costituisce il presupposto per il versamento dell'imposta.
Il requisito dell’autonoma organizzazione – ricorda la Suprema Corte - ricorre quando il contribuente:
• sia il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse
• impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga, in modo non occasionale, di lavoro altrui
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
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Si allontana dal posto di lavoro: licenziamento illegittimo
Non può essere licenziato il dipendente che si allontana senza autorizzazione dal posto di lavoro se lo stesso non ha mai subito sanzioni disciplinari in tutta la sua carriera.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione con la sentenza n. 14586 del 22 giugno scorso.
Nel caso di specie un dipendente era stato licenziato per essersi allontanato senza giustificazione dal posto di lavoro causando il blocco di alcune macchine di cui aveva la responsabilità.
Secondo i giudici di legittimità, ai fini della valutazione della proporzionalità fra addebito e sanzione, è decisivo accertare l'influenza che il comportamento del lavoratore è in grado di esercitare sul rapporto di lavoro.
Tale comportamento non deve porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento e denotare una scarsa inclinazione ad attuare diligentemente gli obblighi assunti, ma deve invece conformarsi ai canoni di buona fede e correttezza
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
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Rischio elettivo ed indennizzo dell’infortunio sul lavoro
Il rischio elettivo, quale limite all'indennizzabilità degli infortuni sul lavoro, non si configura quando la condotta del lavoratore, pur volontaria, non necessitata ed anche imprudente, sia tuttavia riconducibile all’attività lavorativa.
Così ha stabilito la Sezione lavoro della Cassazione nella sentenza n.11417 depositata il 18 maggio scorso.
Il caso riguardava un lavoratore infortunatosi mentre percorreva una strada pericolosa di accesso al posto di lavoro in quanto il percorso normalmente seguito era, al momento dei fatti, ostruito da diversi veicoli parcheggiati.
La Corte, accogliendo il ricorso del lavoratore, ha ricordato che il rischio elettivo è ravvisabile “solo in presenza di un comportamento abnorme, volontario ed arbitrario del lavoratore, tale da condurlo ad affrontare rischi diversi da quelli inerenti alla normale attività lavorativa”.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 luglio 2009
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Sul motorino in due: l’assicurazione deve risarcire i danni
L'impresa assicuratrice è obbligata a risarcire i danni ai terzi anche se al momento dell'incidente sul motorino viaggiavano in due persone in violazione del Codice della Strada.
E’ questa la conclusione a cui è giunta la Terza Sezione Civile della Cassazione nella sentenza n. 12270 depositata il 27 maggio 2009.
Per escludere la garanzia assicurativa – precisano gli ermellini – occorre che la specifica circostanza, ovvero la conduzione di un numero di passeggeri non conforme alle prescrizioni del documento di circolazione, sia espressamente prevista dalle condizioni di contratto.
Nel caso esaminato la clausola contrattuale escludeva la garanzia solo “qualora il conducente non fosse abilitato alla guida” senza prevedere altre ipotesi di esclusione, mentre nei fatti era possibile configurare solo una guida effettuata irregolarmente per l'inosservanza delle prescritte cautele
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
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Cassazione: lesione alla vita sessuale, si al risarcimento
La perdita o la riduzione della sessualità, anche soltanto psicologica, va risarcita come danno biologico.
Lo ha stabilito la Sezione Terza Civile della Cassazione, con la sentenza n. 13547 depositata l'11 giugno scorso, accogliendo il ricorso di una donna per ottenere una maggiore quantificazione del danno subito a causa di un errato intervento di isterectomia che aveva provocato la compromissione della sua sfera sessuale.
Il diritto alla sessualità - ricordano i giudici di legittimità - rientra tra i diritti inviolabili della persona, la cui perdita o compromissione costituisce di per se' un danno, la cui rilevanza deve essere apprezzata e globalmente valutata
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
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Senza l’audizione dell’interessato la multa va annullata
Va annullata la multa se il trasgressore che ne ha fatto richiesta non viene ascoltato.
E' quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n. 13622 depositata l'11 giugno scorso.
Secondo i giudici in tema di sanzioni amministrative, la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di questa fase
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
Lavoratore che va in carcere non può essere licenziato
La carcerazione per fatti estranei al rapporto lavorativo non costituisce inadempimento contrattuale ma semplicemente un fatto che determina la temporanea impossibilità della prestazione lavorativa.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza n. 12721 del 1° giugno scorso, che conferma l’illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo; motivo invocato dall’azienda a seguito dell’incarcerazione del dipendente.
I giudici precisano che la persistenza di un apprezzabile interesse datoriale a ricevere le future prestazioni del lavoratore incarcerato va individuata secondo i criteri oggettivi costituiti dalle esigenze oggettive dell’impresa, da valutarsi tenendo conto:
• delle dimensioni dell’azienda
• della prevedibile durata della carcerazione
• della natura delle mansioni svolte dal lavoratore assente
• e della possibilità di affidarle ad altri dipendenti senza che ciò comporti nuove assunzioni od un intollerabile aggravio dell’organizzazione produttiva aziendale
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
Il professionista con studio a casa non paga l’Irap
Il professionista che svolge l’attività lavorativa nella propria abitazione non è soggetto all’Irap.
E’ quanto deciso dalla Sezione Tributaria della Cassazione con la sentenza n. 15110 depositata il 26 giugno scorso.
Nella specie i giudici hanno stabilito che l’uso di una stanza dell’abitazione, un fax, una libreria e un pc, non integrasse quella attività autonomamente organizzata che costituisce il presupposto per il versamento dell'imposta.
Il requisito dell’autonoma organizzazione – ricorda la Suprema Corte - ricorre quando il contribuente:
• sia il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse
• impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga, in modo non occasionale, di lavoro altrui
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
Si allontana dal posto di lavoro: licenziamento illegittimo
Non può essere licenziato il dipendente che si allontana senza autorizzazione dal posto di lavoro se lo stesso non ha mai subito sanzioni disciplinari in tutta la sua carriera.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Cassazione con la sentenza n. 14586 del 22 giugno scorso.
Nel caso di specie un dipendente era stato licenziato per essersi allontanato senza giustificazione dal posto di lavoro causando il blocco di alcune macchine di cui aveva la responsabilità.
Secondo i giudici di legittimità, ai fini della valutazione della proporzionalità fra addebito e sanzione, è decisivo accertare l'influenza che il comportamento del lavoratore è in grado di esercitare sul rapporto di lavoro.
Tale comportamento non deve porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento e denotare una scarsa inclinazione ad attuare diligentemente gli obblighi assunti, ma deve invece conformarsi ai canoni di buona fede e correttezza
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
Rischio elettivo ed indennizzo dell’infortunio sul lavoro
Il rischio elettivo, quale limite all'indennizzabilità degli infortuni sul lavoro, non si configura quando la condotta del lavoratore, pur volontaria, non necessitata ed anche imprudente, sia tuttavia riconducibile all’attività lavorativa.
Così ha stabilito la Sezione lavoro della Cassazione nella sentenza n.11417 depositata il 18 maggio scorso.
Il caso riguardava un lavoratore infortunatosi mentre percorreva una strada pericolosa di accesso al posto di lavoro in quanto il percorso normalmente seguito era, al momento dei fatti, ostruito da diversi veicoli parcheggiati.
La Corte, accogliendo il ricorso del lavoratore, ha ricordato che il rischio elettivo è ravvisabile “solo in presenza di un comportamento abnorme, volontario ed arbitrario del lavoratore, tale da condurlo ad affrontare rischi diversi da quelli inerenti alla normale attività lavorativa”.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 luglio 2009
Sul motorino in due: l’assicurazione deve risarcire i danni
L'impresa assicuratrice è obbligata a risarcire i danni ai terzi anche se al momento dell'incidente sul motorino viaggiavano in due persone in violazione del Codice della Strada.
E’ questa la conclusione a cui è giunta la Terza Sezione Civile della Cassazione nella sentenza n. 12270 depositata il 27 maggio 2009.
Per escludere la garanzia assicurativa – precisano gli ermellini – occorre che la specifica circostanza, ovvero la conduzione di un numero di passeggeri non conforme alle prescrizioni del documento di circolazione, sia espressamente prevista dalle condizioni di contratto.
Nel caso esaminato la clausola contrattuale escludeva la garanzia solo “qualora il conducente non fosse abilitato alla guida” senza prevedere altre ipotesi di esclusione, mentre nei fatti era possibile configurare solo una guida effettuata irregolarmente per l'inosservanza delle prescritte cautele
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
Cassazione: lesione alla vita sessuale, si al risarcimento
La perdita o la riduzione della sessualità, anche soltanto psicologica, va risarcita come danno biologico.
Lo ha stabilito la Sezione Terza Civile della Cassazione, con la sentenza n. 13547 depositata l'11 giugno scorso, accogliendo il ricorso di una donna per ottenere una maggiore quantificazione del danno subito a causa di un errato intervento di isterectomia che aveva provocato la compromissione della sua sfera sessuale.
Il diritto alla sessualità - ricordano i giudici di legittimità - rientra tra i diritti inviolabili della persona, la cui perdita o compromissione costituisce di per se' un danno, la cui rilevanza deve essere apprezzata e globalmente valutata
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009

