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Archive for the ‘azienda’ Category

  • Dare del pazzo al datore di lavoro? Non è reato

    Insulti, parolacce e volgarità, se pronunciate in ambiente lavorativo, possono, in determinate situazioni, diventare persino costruttive, con la conseguenza che chi le pronuncia non commette reato. E' quanto stabilito dalla Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 17672 depositata il 7 maggio scorso. Nella specie un datore di lavoro aveva querelato per diffamazione un proprio dipendente perché, in un momento di sfogo con un altro suo collega, lo aveva definito un “pazzo”. Secondo i giudici, al di là dell'«ineleganza» e della «rozzezza» con cui ci si può rivolgere al capo o ad un collega, in certi casi il turpiloquio può essere solo un modo per sollecitare il dibattito sul lavoro, potendo, addirittura, stimolare il miglioramento dell'organizzazione aziendale. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 9 giugno 2010 - www.videodiritto.it

    Posted by: redazione
    in: 11 giugno 2010
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  • In bagno senza il permesso dell’azienda

    Viola la dignità e la riservatezza delle persone il datore di lavoro che obbliga i dipendenti a richiedere l'autorizzazione scritta per andare in bagno o, comunque, per allontanarsi temporaneamente dalla postazione di lavoro. Lo ha stabilito il Garante della privacy, con provvedimento del 24 febbraio scorso, condannando un'azienda che aveva imposto ai propri operai di compilare appositi tagliandi di carta dove indicare nome, orario e motivazione per cui ci si assentava. La modalità di trattamento, oltre che sproporzionata, risultava lesiva della dignità dei lavoratori anche in considerazione del potenziale condizionamento della libertà di movimento che ne conseguiva. Il Garante ha dunque vietato l'uso dei permessi e ha prescritto all'azienda di predisporre nuove modalità di comunicazione degli allontanamenti dei dipendenti. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 aprile 2010

    Posted by: redazione
    in: 24 aprile 2010
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  • Non licenziabile il lavoratore che soffre di allergie

    Il licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate è illegittimo se il datore di lavoro non ha accertato la possibilità di assegnare al dipendente mansioni diverse e di pari grado. E’ quanto stabilito dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione con la sentenza n. 21710 depositata il 13 ottobre scorso. Nel caso di specie un'azienda di servizi pubblici di Olbia aveva licenziato un proprio dipendente considerandolo inidoneo a svolgere le mansioni assegnategli a causa di un'allergia alle vernici. I giudici di Piazza Cavour hanno confermato la decisione della Corte d'Appello che, accertata la possibilità dell’azienda di cambiare le mansioni del ricorrente con altre di pari livello assegnate ad altri lavoratori, aveva reintegrato il dipendente. Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 28 ottobre 2009

    Posted by: redazione
    in: 29 ottobre 2009
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  • I controlli difensivi in azienda

    Controlli effettuati a seguito di un incremento anomalo del traffico telefonico accertano l'uso del telefono, per finalità extralavorative, da parte di un lavoratore. Da qui il licenziamento. È lecito il comportamento dell'azienda? La linea tenuta dall'azienda è legittima. Questultima, infatti, ha avviato un accertamento sulla base di fondati sospetti di condotte illecite emerse nel corso della normale procedura di monitoraggio del traffico telefonico. I controlli difensivi sono quindi leciti ed il datore di lavoro ha il diritto di verificare che il lavoratore non tenga comportamenti antiaziendali, avendo sempre come limite invalicabile il rispetto per la persona del lavoratore. Video a cura di di Legal Technology

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    in: 22 luglio 2009
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