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Archive for the ‘Processo penale’ Category
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Niente difese d’ufficio per i praticanti
I praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 106 depositata il 17 marzo scorso, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 8 del Regio Decreto-legge n. 1578 del 1933.
Secondo Consulta la previsione in esame contrasta con il diritto dell´effettività della difesa previsto dall'articolo 24 della Costituzione, poiché consentirebbe che all´indagato o all´imputato possa essere assegnato, senza il concorso della sua volontà, un difensore che non ha percorso l´intero iter abilitativo alla professione.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 marzo 2010
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Il legittimo impedimento è legge
Il Presidente del Consiglio e i ministri potranno avvalersi del legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, per impegni legati alle funzioni di governo.
E' quanto previsto dalla legge sul legittimo impedimento definitivamente approvata dal Senato il 10 marzo scorso.
La finalità del provvedimento, la cui durata è fissata in diciotto mesi, è quella di consentire al Presidente del Consiglio e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge, in attesa dell'approvazione di una riforma costituzionale in materia, il c.d. "lodo Alfano costituzionale".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 marzo 2010
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Decreto procure e digitalizzazione della giustizia
Con la votazione del 17 febbraio scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto sulla funzionalità del sistema giudiziario.
Questi i principali contenuti del provvedimento:
• talune disposizioni per risolvere il problema delle sedi vacanti nelle procure disagiate, prevedendo in particolare la possibilità del Consiglio Superiore della Magistratura di disporre il trasferimento d’ufficio dei magistrati;
• la proroga dell’incarico ai magistrati onorari in scadenza il 31 dicembre 2009;
• l’adozione delle regole tecniche per il funzionamento del processo telematico attraverso l’uso della posta elettronica certificata nel processo civile e penale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 febbraio 2010
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Mafia, approvato il decreto anti-scarcerazioni
Nella riunione di mercoledì, a seguito di un’ampia relazione svolta dal Ministro della giustizia, Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per evitare la scarcerazione di molti boss mafiosi a seguito della recente sentenza della Cassazione – n. 4964 - che ha attribuito alle Corti di Assise, anziché ai Tribunali, la competenza a giudicarli in caso di reati pluriaggravati.
In particolare il provvedimento:
• introduce una norma transitoria che elimina il rischio di annullamento di numerosi processi di mafia con possibili scarcerazioni degli imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare;
• attribuisce definitivamente ai tribunali la competenza a giudicare sulle associazioni di tipo mafioso comunque aggravate;
• amplia le competenze delle Corti d’Assise ad alcuni gravissimi reati, tra i quali il terrorismo, anticipando una norma contenuta nel disegno di legge governativo in materia di processo penale.
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Approvate le norme sul legittimo impedimento
Il Presidente del Consiglio e i ministri potranno avvalersi del legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, per impegni legati alle funzioni di governo.
E' quanto previsto dalle disposizioni sul legittimo impedimento approvate dalla Camera dei Deputati il 3 febbraio scorso.
La finalità del provvedimento, la cui durata è fissata in diciotto mesi, è quella di consentire al Presidente del Consiglio e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge, in attesa dell'approvazione di una riforma costituzionale in materia, il c.d. "lodo Alfano costituzionale".
Il testo passa ora al Senato per l'approvazione finale.
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Processo breve: primo sì del Senato
Stabiliti i tempi massimi per i procedimenti giudiziari oltre i quali si viola la durata ragionevole del processo ed il reato viene estinto.
E’ quanto previsto dal disegno di legge sul “processo breve” approvato in prima battuta dal Senato il 20 gennaio scorso.
L'obiettivo del provvedimento – secondo la maggioranza - è quello di rendere più certi presupposti, procedura e quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Dure critiche dall’opposizione, che parla di “legge ad personam”, e dall’Associazione Nazionale Magistrati, che denuncia il rischio di “conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana”.
Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010
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Processo breve: il disegno di legge all’esame del Senato
Tutti i processi penali, civili e amministrativi, non dovranno durare nel complesso più di 6 anni, due anni in primo grado, due in secondo, e altri due per il giudizio di legittimità, cui si aggiunge un altro anno se viene disposto il rinvio.
E' quanto prevede il disegno di legge sul "processo breve" presentato giovedì scorso al Senato dalla maggioranza di Governo.
In particolare il provvedimento introduce l’estinzione dei processi penali in caso di violazione dei termini di ragionevole durata con esclusione dei reati puniti con pene inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione e sempreché non si proceda nei confronti di imputati recidivi o delinquenti o contravventori abituali o professionali.
Esclusa l’estinzione del processo anche per i reati di mafia, di immigrazione clandestina e per tutte quelle ipotesi delittuose ritenute di allarme sociale.
Le nuove norme si applicheranno nei processi in corso alla data di entrata in vigore della legge, ad eccezione dei processi che pendono avanti alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 18 novemre 2009
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Lodo Alfano è incostituzionale, lo dice la Consulta
Il Lodo Alfano sulla sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato è incostituzionale.
E’ quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la pronuncia di mercoledì scorso.
Nell’attesa del deposito delle motivazioni il comunicato della Consulta evidenzia due violazioni della Carta fondamentale:
• Art. 3 sul principio di uguaglianza
• Art. 138 sul procedimento per l’adozione di leggi costituzionali
La decisione giunge a cinque anni di distanza dalla declaratoria di incostituzionalità del precedente lodo Schifani che fu censurato per la sua portata generale, automatica ed indeterminata.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 14 ottobre 2009
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Legittima l’istanza di rinvio via fax
Qualora la segnalazione di un impedimento del difensore di fiducia con contestuale richiesta di rinvio, spedita a mezzo fax, sia pervenuta prima dell'inizio dell'udienza, il giudice del dibattimento ha l'obbligo di esaminarla per verificare se il dedotto impedimento sia giustificato.
E' quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 37535 depositata il 24 settembre scorso.
Nel caso in esame gli ermellini hanno accolto il ricorso di un avvocato che aveva inviato un'istanza di rinvio via fax, giustificando la sua assenza con l'impossibilità di recarsi all'udienza in ragione della concomitanza di un ulteriore impegno professionale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 30 settembre 2009
Niente difese d’ufficio per i praticanti
I praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 106 depositata il 17 marzo scorso, dichiarando l’illegittimità costituzionale dell’art. 8 del Regio Decreto-legge n. 1578 del 1933.
Secondo Consulta la previsione in esame contrasta con il diritto dell´effettività della difesa previsto dall'articolo 24 della Costituzione, poiché consentirebbe che all´indagato o all´imputato possa essere assegnato, senza il concorso della sua volontà, un difensore che non ha percorso l´intero iter abilitativo alla professione.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 marzo 2010
Il legittimo impedimento è legge
Il Presidente del Consiglio e i ministri potranno avvalersi del legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, per impegni legati alle funzioni di governo.
E' quanto previsto dalla legge sul legittimo impedimento definitivamente approvata dal Senato il 10 marzo scorso.
La finalità del provvedimento, la cui durata è fissata in diciotto mesi, è quella di consentire al Presidente del Consiglio e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge, in attesa dell'approvazione di una riforma costituzionale in materia, il c.d. "lodo Alfano costituzionale".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 marzo 2010
Decreto procure e digitalizzazione della giustizia
Con la votazione del 17 febbraio scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto sulla funzionalità del sistema giudiziario.
Questi i principali contenuti del provvedimento:
• talune disposizioni per risolvere il problema delle sedi vacanti nelle procure disagiate, prevedendo in particolare la possibilità del Consiglio Superiore della Magistratura di disporre il trasferimento d’ufficio dei magistrati;
• la proroga dell’incarico ai magistrati onorari in scadenza il 31 dicembre 2009;
• l’adozione delle regole tecniche per il funzionamento del processo telematico attraverso l’uso della posta elettronica certificata nel processo civile e penale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 febbraio 2010
Mafia, approvato il decreto anti-scarcerazioni
Nella riunione di mercoledì, a seguito di un’ampia relazione svolta dal Ministro della giustizia, Angelino Alfano, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge per evitare la scarcerazione di molti boss mafiosi a seguito della recente sentenza della Cassazione – n. 4964 - che ha attribuito alle Corti di Assise, anziché ai Tribunali, la competenza a giudicarli in caso di reati pluriaggravati.
In particolare il provvedimento:
• introduce una norma transitoria che elimina il rischio di annullamento di numerosi processi di mafia con possibili scarcerazioni degli imputati per decorrenza dei termini di custodia cautelare;
• attribuisce definitivamente ai tribunali la competenza a giudicare sulle associazioni di tipo mafioso comunque aggravate;
• amplia le competenze delle Corti d’Assise ad alcuni gravissimi reati, tra i quali il terrorismo, anticipando una norma contenuta nel disegno di legge governativo in materia di processo penale.
Approvate le norme sul legittimo impedimento
Il Presidente del Consiglio e i ministri potranno avvalersi del legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, per impegni legati alle funzioni di governo.
E' quanto previsto dalle disposizioni sul legittimo impedimento approvate dalla Camera dei Deputati il 3 febbraio scorso.
La finalità del provvedimento, la cui durata è fissata in diciotto mesi, è quella di consentire al Presidente del Consiglio e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge, in attesa dell'approvazione di una riforma costituzionale in materia, il c.d. "lodo Alfano costituzionale".
Il testo passa ora al Senato per l'approvazione finale.
Processo breve: primo sì del Senato
Stabiliti i tempi massimi per i procedimenti giudiziari oltre i quali si viola la durata ragionevole del processo ed il reato viene estinto.
E’ quanto previsto dal disegno di legge sul “processo breve” approvato in prima battuta dal Senato il 20 gennaio scorso.
L'obiettivo del provvedimento – secondo la maggioranza - è quello di rendere più certi presupposti, procedura e quantificazione dell’equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla durata non ragionevole dei processi.
Dure critiche dall’opposizione, che parla di “legge ad personam”, e dall’Associazione Nazionale Magistrati, che denuncia il rischio di “conseguenze devastanti sull'intero sistema della giustizia italiana”.
Il testo passa ora alla Camera per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010
Processo breve: il disegno di legge all’esame del Senato
Tutti i processi penali, civili e amministrativi, non dovranno durare nel complesso più di 6 anni, due anni in primo grado, due in secondo, e altri due per il giudizio di legittimità, cui si aggiunge un altro anno se viene disposto il rinvio.
E' quanto prevede il disegno di legge sul "processo breve" presentato giovedì scorso al Senato dalla maggioranza di Governo.
In particolare il provvedimento introduce l’estinzione dei processi penali in caso di violazione dei termini di ragionevole durata con esclusione dei reati puniti con pene inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione e sempreché non si proceda nei confronti di imputati recidivi o delinquenti o contravventori abituali o professionali.
Esclusa l’estinzione del processo anche per i reati di mafia, di immigrazione clandestina e per tutte quelle ipotesi delittuose ritenute di allarme sociale.
Le nuove norme si applicheranno nei processi in corso alla data di entrata in vigore della legge, ad eccezione dei processi che pendono avanti alla Corte d’appello o alla Corte di cassazione.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 18 novemre 2009
Lodo Alfano è incostituzionale, lo dice la Consulta
Il Lodo Alfano sulla sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato è incostituzionale.
E’ quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la pronuncia di mercoledì scorso.
Nell’attesa del deposito delle motivazioni il comunicato della Consulta evidenzia due violazioni della Carta fondamentale:
• Art. 3 sul principio di uguaglianza
• Art. 138 sul procedimento per l’adozione di leggi costituzionali
La decisione giunge a cinque anni di distanza dalla declaratoria di incostituzionalità del precedente lodo Schifani che fu censurato per la sua portata generale, automatica ed indeterminata.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 14 ottobre 2009
Legittima l’istanza di rinvio via fax
Qualora la segnalazione di un impedimento del difensore di fiducia con contestuale richiesta di rinvio, spedita a mezzo fax, sia pervenuta prima dell'inizio dell'udienza, il giudice del dibattimento ha l'obbligo di esaminarla per verificare se il dedotto impedimento sia giustificato.
E' quanto stabilito dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 37535 depositata il 24 settembre scorso.
Nel caso in esame gli ermellini hanno accolto il ricorso di un avvocato che aveva inviato un'istanza di rinvio via fax, giustificando la sua assenza con l'impossibilità di recarsi all'udienza in ragione della concomitanza di un ulteriore impegno professionale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 30 settembre 2009


