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Archive for the ‘Diritto penale’ Category
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E’ legge il Ddl sicurezza. Nasce il reato di clandestinità
Giovedì scorso il Parlamento ha dato il via libera definitivo al disegno di legge in materia di sicurezza pubblica.
Queste le principali novità:
• introdotto il reato di immigrazione clandestina: sarà punibile con un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro
• centri di identificazione ed espulsione: il trattenimento potrà durare fino a 180 gg
• nuovi disposizioni contro i matrimoni di interesse per acquisire la cittadinanza
• esclusione dalle gare d'appalto delle vittime di concussione o estorsione aggravata che non hanno denunciato i fatti, salvo che ricorra lo stato di necessità o di legittima difesa
• contrasto nell’impiego dei minori nell’accattonaggio
• previsione delle c.d. ’’ronde’’: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
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Telefonate private dall’ufficio: il dipendente commette reato
L’uso privato del telefono dell’ufficio da parte del pubblico dipendente integra il reato di peculato.
Così ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Cassazione nella sentenza n. 21165 del 20 maggio scorso.
Il caso riguardava un dipendente amministrativo di un ospedale, il quale, nell’arco di un biennio, aveva effettuato numerose telefonate di natura privata, anche verso paesi stranieri.
Per i giudici di Piazza Cavour “l’uso degli apparecchi telefonici comporta l’appropriazione (non restituibile) delle energie necessarie alla comunicazione, di cui l’impiegato ha disponibilità per ragioni d’ufficio, e configura l’ipotesi del reato di cui al primo comma dell’art. 314 del codice penale”.
Non è invece punibile l’uso per comunicazioni private del telefono dell'ufficio in quelle situazioni eccezionali, di carattere sporadico ed episodico.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 17 giugno 2009
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Approvato alla Camera il Ddl Alfano sulle intercettazioni
Con 318 voti a favore, 224 contrari ed un deputato astenuto la Camera ha approvato giovedì scorso il disegno di legge in materia di intercettazioni.
Queste le novità:
• intercettabili i reati con pene superiori a 5 anni
• necessità di “evidenti indizi di colpevolezza”
• durata massima delle intercettazioni, anche non continuativa, di 30 giorni, con la possibilità di 2 proroghe di 15 giorni
• divieto di pubblicare le intercettazioni, anche in modo parziale o per riassunto, fino alla conclusione delle indagini preliminari
• Sanzioni per giornalisti ed editori. In caso di violazione del divieto di pubblicazione il giornalista rischia l'arresto fino a 30 giorni di carcere, mentre l’editore una multa fino a 465mila euro.
• Stop alla pubblicazione delle intercettazioni da distruggere. E' prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica, anche per riassunto o in parte, il contenuto di queste conversazioni
• Tetto alle spese in materia di intercettazioni stabilito ogni anno con decreto del ministro della Giustizia
• Previste deroghe per i reati in materia di mafia e terrorismo
Secondo il Ministro Alfano con la nuova legge è stato raggiunto un “punto di equilibrio ragguardevole tra la tutela della privacy e delle indagini”.
Critiche invece dall’Associazione Nazionale Magistrati e dai rappresentanti dei giornalisti e degli editori.
Il testo passa ora al Senato per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 17 giugno 2009
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Quando lo spacciatore risponde della morte del cliente
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 10 giugno 2009
Per configurare la responsabilità penale dello spacciatore per la morte del cliente occorre accertare non solo il nesso di causalità tra cessione di sostanze stupefacenti e morte, non interrotto da cause eccezionali sopravvenute, ma anche che la morte sia in concreto rimproverabile allo spacciatore.
E’ quanto stabilito dalle Sezioni Unite Penali della Cassazione con la sentenza n. 22676 depositata il 29 maggio scorso.
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E’ legge il Ddl sicurezza. Nasce il reato di clandestinità
Giovedì scorso il Parlamento ha dato il via libera definitivo al disegno di legge in materia di sicurezza pubblica.
Queste le principali novità:
• introdotto il reato di immigrazione clandestina: sarà punibile con un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro
• centri di identificazione ed espulsione: il trattenimento potrà durare fino a 180 gg
• nuovi disposizioni contro i matrimoni di interesse per acquisire la cittadinanza
• esclusione dalle gare d'appalto delle vittime di concussione o estorsione aggravata che non hanno denunciato i fatti, salvo che ricorra lo stato di necessità o di legittima difesa
• contrasto nell’impiego dei minori nell’accattonaggio
• previsione delle c.d. ’’ronde’’: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 8 luglio 2009
Telefonate private dall’ufficio: il dipendente commette reato
L’uso privato del telefono dell’ufficio da parte del pubblico dipendente integra il reato di peculato.
Così ha stabilito la Sesta Sezione Penale della Cassazione nella sentenza n. 21165 del 20 maggio scorso.
Il caso riguardava un dipendente amministrativo di un ospedale, il quale, nell’arco di un biennio, aveva effettuato numerose telefonate di natura privata, anche verso paesi stranieri.
Per i giudici di Piazza Cavour “l’uso degli apparecchi telefonici comporta l’appropriazione (non restituibile) delle energie necessarie alla comunicazione, di cui l’impiegato ha disponibilità per ragioni d’ufficio, e configura l’ipotesi del reato di cui al primo comma dell’art. 314 del codice penale”.
Non è invece punibile l’uso per comunicazioni private del telefono dell'ufficio in quelle situazioni eccezionali, di carattere sporadico ed episodico.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 17 giugno 2009
Approvato alla Camera il Ddl Alfano sulle intercettazioni
Con 318 voti a favore, 224 contrari ed un deputato astenuto la Camera ha approvato giovedì scorso il disegno di legge in materia di intercettazioni.
Queste le novità:
• intercettabili i reati con pene superiori a 5 anni
• necessità di “evidenti indizi di colpevolezza”
• durata massima delle intercettazioni, anche non continuativa, di 30 giorni, con la possibilità di 2 proroghe di 15 giorni
• divieto di pubblicare le intercettazioni, anche in modo parziale o per riassunto, fino alla conclusione delle indagini preliminari
• Sanzioni per giornalisti ed editori. In caso di violazione del divieto di pubblicazione il giornalista rischia l'arresto fino a 30 giorni di carcere, mentre l’editore una multa fino a 465mila euro.
• Stop alla pubblicazione delle intercettazioni da distruggere. E' prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi pubblica, anche per riassunto o in parte, il contenuto di queste conversazioni
• Tetto alle spese in materia di intercettazioni stabilito ogni anno con decreto del ministro della Giustizia
• Previste deroghe per i reati in materia di mafia e terrorismo
Secondo il Ministro Alfano con la nuova legge è stato raggiunto un “punto di equilibrio ragguardevole tra la tutela della privacy e delle indagini”.
Critiche invece dall’Associazione Nazionale Magistrati e dai rappresentanti dei giornalisti e degli editori.
Il testo passa ora al Senato per l’approvazione finale.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 17 giugno 2009
Quando lo spacciatore risponde della morte del cliente
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 10 giugno 2009
Per configurare la responsabilità penale dello spacciatore per la morte del cliente occorre accertare non solo il nesso di causalità tra cessione di sostanze stupefacenti e morte, non interrotto da cause eccezionali sopravvenute, ma anche che la morte sia in concreto rimproverabile allo spacciatore.
E’ quanto stabilito dalle Sezioni Unite Penali della Cassazione con la sentenza n. 22676 depositata il 29 maggio scorso.


