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Risultati per ‘Diritto penale’
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Responsabilità del conduttore di talk show
"Non è consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono rimasti privi di riscontro".
E’ quanto stabilito dalla Sezione Quinta Penale della Cassazione con la sentenza n. 45051 depositata il 24 novembre scorso.
Nella specie la Suprema Corte ha confermato la condanna di Bruno Vespa per diffamazione originata da una puntata di Porta a Porta dedicata all'omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre.
In particolare si contesta al conduttore il fatto di non avere impedito che nel corso della trasmissione andasse in onda un servizio che aveva arrecato pregiudizio per l'onore e la reputazione dei familiari.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 2 dicembre 2009
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Non è reato usare il mezzo sottoposto a fermo
Con sentenza n. 44498 depositata il 19 novembre scorso, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura avverso la decisione con cui il Tribunale di Napoli aveva assolto un giovane che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.
Nella specie l'uomo era accusato del reato sottrazione di cose sottoposte a sequestro previsto dall'art. 334 del Codice Penale.
La suprema Corte ha confermato le motivazioni del tribunale stabilendo che "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 novembre 2009
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Bacio o palpamento per gioco: è violenza sessuale
La Terza Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza del 12 ottobre 2009, n. 39718, torna a pronunciarsi sul reato di violenza sessuale, delineando i limiti entro i quali ci si può spingere per non violare l'altrui "libertà sessuale".
Nella specie la Suprema Corte si è occupata del ricorso di un quarantenne di Venezia, condannato a dieci mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una barista.
La ragazza si era sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica al seno e l'uomo, "per verificare gli esiti" del ritocco l'aveva presa sulle ginocchia e le aveva palpeggiato il seno.
Gli Ermellini precisano che "l'aggettivo sessuale attiene al sesso dal punto di vista anatomico, fisiologico o funzionale, ma non limita la sua valenza ai puri aspetti genitali, potendo estendersi anche a tutte le altre zone ritenute erogene dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica, antropologica e sociologica".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 11 novembre 2009.
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Ostentare il tradimento integra il reato di maltrattamento
Vantarsi con la moglie dei propri tradimenti, ostentando l’infedeltà, può costituire reato.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 38125 depositata il 28 settembre scorso.
Nel caso di specie un settantenne aveva ostentato ripetutamente l’infedeltà verso la propria moglie, sottoponendola ad una serie di umiliazioni.
I giudici di legittimità hanno riscontrato che tale condotta rappresenta quella situazione di abitualità di sofferenze fisiche e morali, che, determinando nel soggetto passivo una condizione di vita, costantemente dolorosa e avvilente, integra appieno il reato di maltrattamenti in famiglia.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 21 ottobre 2009
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La Camera approva il Ddl sulla violenza sessuale
Il 14 luglio scorso la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge in materia di violenza sessuale.
Il provvedimento, che ora passa al Senato per l'approvazione finale, prevede un inasprimento della sanzioni.
Il reato di violenza sessuale sarà punito con la reclusione da sei a dodici anni.
Prevista invece la reclusione da sette a quindici anni in caso di circostanze aggravanti, che ricorrono quando il fatto è commesso:
• nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici
• con l'uso di armi, di sostanze alcoliche o stupefacenti
• da persona travisata
• su persona sottoposta a limitazioni della libertà personale;
• nei confronti di persona della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo o il tutore
• nei confronti di donna in stato di gravidanza
• su persona con disabilità
• in luoghi di lavoro con abuso di relazioni di ufficio
Stabilite pene più severe se:
• il fatto è commesso in danno di una persona che non ha compiuto gli anni dieci (reclusione da otto a sedici anni)
• oppure in caso di violenza di gruppo (reclusione da sette a sedici anni)
Le nuove disposizioni inoltre raddoppiano i termini di prescrizione per i reati di violenza sessuale
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 22 luglio 2009
Responsabilità del conduttore di talk show
"Non è consentito neppure in chiave retrospettiva riferire di ipotesi investigative o di meri sospetti degli inquirenti (veri o presunti che siano) senza precisare, al tempo stesso, che quelle ipotesi o sospetti sono rimasti privi di riscontro".
E’ quanto stabilito dalla Sezione Quinta Penale della Cassazione con la sentenza n. 45051 depositata il 24 novembre scorso.
Nella specie la Suprema Corte ha confermato la condanna di Bruno Vespa per diffamazione originata da una puntata di Porta a Porta dedicata all'omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre.
In particolare si contesta al conduttore il fatto di non avere impedito che nel corso della trasmissione andasse in onda un servizio che aveva arrecato pregiudizio per l'onore e la reputazione dei familiari.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 2 dicembre 2009
Non è reato usare il mezzo sottoposto a fermo
Con sentenza n. 44498 depositata il 19 novembre scorso, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura avverso la decisione con cui il Tribunale di Napoli aveva assolto un giovane che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.
Nella specie l'uomo era accusato del reato sottrazione di cose sottoposte a sequestro previsto dall'art. 334 del Codice Penale.
La suprema Corte ha confermato le motivazioni del tribunale stabilendo che "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 novembre 2009
Bacio o palpamento per gioco: è violenza sessuale
La Terza Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza del 12 ottobre 2009, n. 39718, torna a pronunciarsi sul reato di violenza sessuale, delineando i limiti entro i quali ci si può spingere per non violare l'altrui "libertà sessuale".
Nella specie la Suprema Corte si è occupata del ricorso di un quarantenne di Venezia, condannato a dieci mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una barista.
La ragazza si era sottoposta ad un intervento di chirurgia plastica al seno e l'uomo, "per verificare gli esiti" del ritocco l'aveva presa sulle ginocchia e le aveva palpeggiato il seno.
Gli Ermellini precisano che "l'aggettivo sessuale attiene al sesso dal punto di vista anatomico, fisiologico o funzionale, ma non limita la sua valenza ai puri aspetti genitali, potendo estendersi anche a tutte le altre zone ritenute erogene dalla scienza non solo medica, ma anche psicologica, antropologica e sociologica".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 11 novembre 2009.
Ostentare il tradimento integra il reato di maltrattamento
Vantarsi con la moglie dei propri tradimenti, ostentando l’infedeltà, può costituire reato.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 38125 depositata il 28 settembre scorso.
Nel caso di specie un settantenne aveva ostentato ripetutamente l’infedeltà verso la propria moglie, sottoponendola ad una serie di umiliazioni.
I giudici di legittimità hanno riscontrato che tale condotta rappresenta quella situazione di abitualità di sofferenze fisiche e morali, che, determinando nel soggetto passivo una condizione di vita, costantemente dolorosa e avvilente, integra appieno il reato di maltrattamenti in famiglia.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 21 ottobre 2009
La Camera approva il Ddl sulla violenza sessuale
Il 14 luglio scorso la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge in materia di violenza sessuale.
Il provvedimento, che ora passa al Senato per l'approvazione finale, prevede un inasprimento della sanzioni.
Il reato di violenza sessuale sarà punito con la reclusione da sei a dodici anni.
Prevista invece la reclusione da sette a quindici anni in caso di circostanze aggravanti, che ricorrono quando il fatto è commesso:
• nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici
• con l'uso di armi, di sostanze alcoliche o stupefacenti
• da persona travisata
• su persona sottoposta a limitazioni della libertà personale;
• nei confronti di persona della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo o il tutore
• nei confronti di donna in stato di gravidanza
• su persona con disabilità
• in luoghi di lavoro con abuso di relazioni di ufficio
Stabilite pene più severe se:
• il fatto è commesso in danno di una persona che non ha compiuto gli anni dieci (reclusione da otto a sedici anni)
• oppure in caso di violenza di gruppo (reclusione da sette a sedici anni)
Le nuove disposizioni inoltre raddoppiano i termini di prescrizione per i reati di violenza sessuale
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 22 luglio 2009

