canali
Archive for the ‘Famiglia’ Category
-
-
-
-
Disconoscere il padre, mantenere il cognome
In caso di disconoscimento della paternità sussiste il diritto del figlio a mantenere il cognome del padre, quando lo stesso sia divenuto “un autonomo segno distintivo della sua identità personale”.
E’ questo il principio stabilito dal Tribunale di Monza con la sentenza depositata il 17 febbraio scorso.
Nel caso di specie il Giudice ha affermato che il mantenimento del cognome potrà evitare alla minore futuri traumi, anche in considerazione della sua ancor tenera età, dell’assenza di rapporti con padre naturale e della volontà manifestata della madre di mantenere nei confronti del padre disconosciuto un comportamento del tutto similare al ruolo paterno.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 10 marzo 2010
-
-
-
-
-
Ostentare il tradimento integra il reato di maltrattamento
Vantarsi con la moglie dei propri tradimenti, ostentando l’infedeltà, può costituire reato.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 38125 depositata il 28 settembre scorso.
Nel caso di specie un settantenne aveva ostentato ripetutamente l’infedeltà verso la propria moglie, sottoponendola ad una serie di umiliazioni.
I giudici di legittimità hanno riscontrato che tale condotta rappresenta quella situazione di abitualità di sofferenze fisiche e morali, che, determinando nel soggetto passivo una condizione di vita, costantemente dolorosa e avvilente, integra appieno il reato di maltrattamenti in famiglia.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 21 ottobre 2009
-
La persona down ha il diritto di sposarsi
Il portatore della sindrome Down ha il diritto di sposarsi.
E’ quanto stabilito, con il decreto del 6 ottobre scorso, dal Tribunale di Varese, richiamando l’art. 23 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006, ratificata dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18.
Il Giudice ha precisato che la persona down, per il mondo del diritto, “non è un malato ma una persona diversamente abile, che può orientarsi nelle scelte di vita, emozionarsi, scegliere per il proprio bene, capire e comprendere, affezionarsi o, addirittura, innamorarsi”.
Nel caso di specie il Tribunale ha accolto la richiesta della madre di apertura della procedura di amministrazione di sostegno in favore della figlia con sindrome di down, escludendo tuttavia l’obbligo del consenso dell’amministratore nel caso di matrimonio.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 14 ottobre 2009
Disconoscere il padre, mantenere il cognome
In caso di disconoscimento della paternità sussiste il diritto del figlio a mantenere il cognome del padre, quando lo stesso sia divenuto “un autonomo segno distintivo della sua identità personale”.
E’ questo il principio stabilito dal Tribunale di Monza con la sentenza depositata il 17 febbraio scorso.
Nel caso di specie il Giudice ha affermato che il mantenimento del cognome potrà evitare alla minore futuri traumi, anche in considerazione della sua ancor tenera età, dell’assenza di rapporti con padre naturale e della volontà manifestata della madre di mantenere nei confronti del padre disconosciuto un comportamento del tutto similare al ruolo paterno.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 10 marzo 2010
Ostentare il tradimento integra il reato di maltrattamento
Vantarsi con la moglie dei propri tradimenti, ostentando l’infedeltà, può costituire reato.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Sesta Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 38125 depositata il 28 settembre scorso.
Nel caso di specie un settantenne aveva ostentato ripetutamente l’infedeltà verso la propria moglie, sottoponendola ad una serie di umiliazioni.
I giudici di legittimità hanno riscontrato che tale condotta rappresenta quella situazione di abitualità di sofferenze fisiche e morali, che, determinando nel soggetto passivo una condizione di vita, costantemente dolorosa e avvilente, integra appieno il reato di maltrattamenti in famiglia.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 21 ottobre 2009
La persona down ha il diritto di sposarsi
Il portatore della sindrome Down ha il diritto di sposarsi.
E’ quanto stabilito, con il decreto del 6 ottobre scorso, dal Tribunale di Varese, richiamando l’art. 23 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006, ratificata dall’Italia con la Legge 3 marzo 2009, n. 18.
Il Giudice ha precisato che la persona down, per il mondo del diritto, “non è un malato ma una persona diversamente abile, che può orientarsi nelle scelte di vita, emozionarsi, scegliere per il proprio bene, capire e comprendere, affezionarsi o, addirittura, innamorarsi”.
Nel caso di specie il Tribunale ha accolto la richiesta della madre di apertura della procedura di amministrazione di sostegno in favore della figlia con sindrome di down, escludendo tuttavia l’obbligo del consenso dell’amministratore nel caso di matrimonio.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 14 ottobre 2009


