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Risultati per ‘Circolazione stradale’
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Telelaser: multa valida anche senza la foto
La violazione alle norme sulla velocità deve ritenersi provata sulla base della verbalizzazione dei vigili circa i rilievi tratti dalle apparecchiature elettroniche.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Seconda Civile della Cassazione con la sentenza n. 171 depositata l’8 gennaio scorso.
Ai fini dell’accertamento della velocità mediante telelaser – precisano i giudici – non è necessaria la prova documentale della fotografia o dello scontrino, essendo sufficiente il verbale degli agenti addetti alla rilevazione; verbale dotato di efficacia probatoria fino a querela di falso quanto ai dati in esso attestati dal pubblico ufficiale.
Le risultanze dei verbali valgono invece fino a prova contraria, che può essere data dall'opponente in base alla dimostrazione del difetto di funzionamento dei dispositivi, anche occasionale, in relazione alle condizioni della strada e del traffico al momento della rilevazione, da fornirsi in base a concrete circostanze di fatto.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010
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Concorso del pedone che attraversa la strada di notte
Il pedone che attraversa in ora notturna una strada a scorrimento rapido concorre a porre in essere una situazione di pericolo, ponendo i veicoli sopravvenienti in condizioni di difficoltà e di emergenza.
E’ quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Cassazione con le sentenza n. 24689 depositata il 24 novembre scorso.
Nella specie un automobilista aveva investitito, uccidendolo, un pedone che di notte, scavalcando il guard rail, aveva attraversato una strada a quattro corsie con scorrimento rapido.
Gli ermellini hanno precisato che “ai fini del riparto delle responsabilità devono essere ponderate tutte le cause imputabili alle condotte imprudenti del pedone e inesperte o negligenti del conducente".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 2 dicembre 2009
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Non è reato usare il mezzo sottoposto a fermo
Con sentenza n. 44498 depositata il 19 novembre scorso, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura avverso la decisione con cui il Tribunale di Napoli aveva assolto un giovane che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.
Nella specie l'uomo era accusato del reato sottrazione di cose sottoposte a sequestro previsto dall'art. 334 del Codice Penale.
La suprema Corte ha confermato le motivazioni del tribunale stabilendo che "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 novembre 2009
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L’ausiliario può fare le multe anche fuori le strisce blu
I vigilini possono sanzionare gli automobilisti “indisciplinati” che parcheggiano in divieto di sosta le proprie autovetture nelle strade pubbliche: i limiti di competenza infatti sono valide solamente per coloro che si trovano alle dipendenze delle società concessionarie e per gli ispettori del trasporto pubblico.
E’ questo il principio stabilito la Suprema Corte con la sentenza 22676, che è tornata sull’annosa questione delle competenze degli ausiliari del traffico.
I giudici di legittimità hanno precisato che mentre i lavoratori della società concessionaria di un'area destinata a parcheggio hanno poteri limitati al territorio "assegnato", i dipendenti del Comune possono elevare multe per divieto di sosta in qualsiasi zona.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 18 novembre 2009
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Sanzioni amministrative, percezione sensoriale dell’agente
Nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è riservato al giudizio di querela di falso la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti.
E' quanto stabilito dalle Sezioni Unite Civili della Cassazione con la sentenza n. 17355 depositata il 24 luglio scorso.
I giudici precisano che è invece ammessa la contestazione e la prova delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 settembre 2009
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Senza l’audizione dell’interessato la multa va annullata
Va annullata la multa se il trasgressore che ne ha fatto richiesta non viene ascoltato.
E' quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n. 13622 depositata l'11 giugno scorso.
Secondo i giudici in tema di sanzioni amministrative, la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di questa fase
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
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Concorso di colpa del terzo trasportato senza cintura
Il mancato uso delle cinture da parte del terzo trasportato concorre a produrre il danno e ne determina la riduzione del risarcimento.
E quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n.12547 depositata il 28 maggio scorso.
Nel caso di specie i giudici avevano riscontrato il comportamento colpevole della trasportata, una donna incinta, che al momento dell’incidente stradale non indossava la cintura di sicurezza.
Da qui la riduzione del risarcimento del danno per le lesioni subite.
Il comportamento della donna, peraltro, non era giustificato dalla certificazione del ginecologo, che provasse condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 luglio 2009
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Sul motorino in due: l’assicurazione deve risarcire i danni
L'impresa assicuratrice è obbligata a risarcire i danni ai terzi anche se al momento dell'incidente sul motorino viaggiavano in due persone in violazione del Codice della Strada.
E’ questa la conclusione a cui è giunta la Terza Sezione Civile della Cassazione nella sentenza n. 12270 depositata il 27 maggio 2009.
Per escludere la garanzia assicurativa – precisano gli ermellini – occorre che la specifica circostanza, ovvero la conduzione di un numero di passeggeri non conforme alle prescrizioni del documento di circolazione, sia espressamente prevista dalle condizioni di contratto.
Nel caso esaminato la clausola contrattuale escludeva la garanzia solo “qualora il conducente non fosse abilitato alla guida” senza prevedere altre ipotesi di esclusione, mentre nei fatti era possibile configurare solo una guida effettuata irregolarmente per l'inosservanza delle prescritte cautele
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
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Corte Costituzionale: l’indennizzo diretto è facoltativo
L'azione prevista dalla procedura dell'indennizzo diretto, che in caso di incidente stradale consente al danneggiato di rivolgere la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione, è configurabile come una facoltà, e quindi un'alternativa alla tradizionale azione di responsabilità civile.
E' quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 180 depositata il 19 giugno scorso.
A favore del carattere alternativo dell'indennizzo diretto - sottolinea la Consulta - depone uno dei principi fondamentali della legge delega che ha introdotto l'istituto e che prevede “un rafforzamento del servizio a tutela dei consumatori e dei contraenti deboli, attraverso il riconoscimento di una ulteriore modalità di tutela”
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
Telelaser: multa valida anche senza la foto
La violazione alle norme sulla velocità deve ritenersi provata sulla base della verbalizzazione dei vigili circa i rilievi tratti dalle apparecchiature elettroniche.
E’ quanto stabilito dalla Sezione Seconda Civile della Cassazione con la sentenza n. 171 depositata l’8 gennaio scorso.
Ai fini dell’accertamento della velocità mediante telelaser – precisano i giudici – non è necessaria la prova documentale della fotografia o dello scontrino, essendo sufficiente il verbale degli agenti addetti alla rilevazione; verbale dotato di efficacia probatoria fino a querela di falso quanto ai dati in esso attestati dal pubblico ufficiale.
Le risultanze dei verbali valgono invece fino a prova contraria, che può essere data dall'opponente in base alla dimostrazione del difetto di funzionamento dei dispositivi, anche occasionale, in relazione alle condizioni della strada e del traffico al momento della rilevazione, da fornirsi in base a concrete circostanze di fatto.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 27 gennaio 2010
Concorso del pedone che attraversa la strada di notte
Il pedone che attraversa in ora notturna una strada a scorrimento rapido concorre a porre in essere una situazione di pericolo, ponendo i veicoli sopravvenienti in condizioni di difficoltà e di emergenza.
E’ quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Cassazione con le sentenza n. 24689 depositata il 24 novembre scorso.
Nella specie un automobilista aveva investitito, uccidendolo, un pedone che di notte, scavalcando il guard rail, aveva attraversato una strada a quattro corsie con scorrimento rapido.
Gli ermellini hanno precisato che “ai fini del riparto delle responsabilità devono essere ponderate tutte le cause imputabili alle condotte imprudenti del pedone e inesperte o negligenti del conducente".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 2 dicembre 2009
Non è reato usare il mezzo sottoposto a fermo
Con sentenza n. 44498 depositata il 19 novembre scorso, la Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla Procura avverso la decisione con cui il Tribunale di Napoli aveva assolto un giovane che continuava a utilizzare il motorino nonostante il mezzo fosse sottoposto a fermo amministrativo.
Nella specie l'uomo era accusato del reato sottrazione di cose sottoposte a sequestro previsto dall'art. 334 del Codice Penale.
La suprema Corte ha confermato le motivazioni del tribunale stabilendo che "il fermo va qualificato come sanzione amministrativa accessoria e non in misura cautelare e, pertanto, esso non assolve ad alcuna funzione di garanzia rispetto al depauperamento del bene".
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 25 novembre 2009
L’ausiliario può fare le multe anche fuori le strisce blu
I vigilini possono sanzionare gli automobilisti “indisciplinati” che parcheggiano in divieto di sosta le proprie autovetture nelle strade pubbliche: i limiti di competenza infatti sono valide solamente per coloro che si trovano alle dipendenze delle società concessionarie e per gli ispettori del trasporto pubblico.
E’ questo il principio stabilito la Suprema Corte con la sentenza 22676, che è tornata sull’annosa questione delle competenze degli ausiliari del traffico.
I giudici di legittimità hanno precisato che mentre i lavoratori della società concessionaria di un'area destinata a parcheggio hanno poteri limitati al territorio "assegnato", i dipendenti del Comune possono elevare multe per divieto di sosta in qualsiasi zona.
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 18 novembre 2009
Sanzioni amministrative, percezione sensoriale dell’agente
Nel giudizio di opposizione ad ordinanza-ingiunzione del pagamento di una sanzione amministrativa è riservato al giudizio di querela di falso la proposizione e l’esame di ogni questione concernente l’alterazione nel verbale, pur se involontaria o dovuta a cause accidentali, della realtà degli accadimenti e dell’effettivo svolgersi dei fatti.
E' quanto stabilito dalle Sezioni Unite Civili della Cassazione con la sentenza n. 17355 depositata il 24 luglio scorso.
I giudici precisano che è invece ammessa la contestazione e la prova delle circostanze di fatto della violazione che non sono attestate nel verbale di accertamento come avvenute alla presenza del pubblico ufficiale o rispetto alle quali l’atto non è suscettibile di fede privilegiata per una sua irrisolvibile oggettiva contraddittorietà
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 16 settembre 2009
Senza l’audizione dell’interessato la multa va annullata
Va annullata la multa se il trasgressore che ne ha fatto richiesta non viene ascoltato.
E' quanto stabilito dalla Seconda Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n. 13622 depositata l'11 giugno scorso.
Secondo i giudici in tema di sanzioni amministrative, la mancata audizione dell'interessato, che ne abbia fatto richiesta, da parte dell'autorità competente, costituisce violazione di una regola procedimentale la cui osservanza è prescritta a tutela del diritto di difesa del presunto trasgressore nella fase amministrativa, con la conseguente illegittimità, in caso di inosservanza, dell'ordinanza di ingiunzione emessa a conclusione di questa fase
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 15 luglio 2009
Concorso di colpa del terzo trasportato senza cintura
Il mancato uso delle cinture da parte del terzo trasportato concorre a produrre il danno e ne determina la riduzione del risarcimento.
E quanto stabilito dalla Terza Sezione Civile della Cassazione con la sentenza n.12547 depositata il 28 maggio scorso.
Nel caso di specie i giudici avevano riscontrato il comportamento colpevole della trasportata, una donna incinta, che al momento dell’incidente stradale non indossava la cintura di sicurezza.
Da qui la riduzione del risarcimento del danno per le lesioni subite.
Il comportamento della donna, peraltro, non era giustificato dalla certificazione del ginecologo, che provasse condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 1 luglio 2009
Sul motorino in due: l’assicurazione deve risarcire i danni
L'impresa assicuratrice è obbligata a risarcire i danni ai terzi anche se al momento dell'incidente sul motorino viaggiavano in due persone in violazione del Codice della Strada.
E’ questa la conclusione a cui è giunta la Terza Sezione Civile della Cassazione nella sentenza n. 12270 depositata il 27 maggio 2009.
Per escludere la garanzia assicurativa – precisano gli ermellini – occorre che la specifica circostanza, ovvero la conduzione di un numero di passeggeri non conforme alle prescrizioni del documento di circolazione, sia espressamente prevista dalle condizioni di contratto.
Nel caso esaminato la clausola contrattuale escludeva la garanzia solo “qualora il conducente non fosse abilitato alla guida” senza prevedere altre ipotesi di esclusione, mentre nei fatti era possibile configurare solo una guida effettuata irregolarmente per l'inosservanza delle prescritte cautele
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009
Corte Costituzionale: l’indennizzo diretto è facoltativo
L'azione prevista dalla procedura dell'indennizzo diretto, che in caso di incidente stradale consente al danneggiato di rivolgere la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione, è configurabile come una facoltà, e quindi un'alternativa alla tradizionale azione di responsabilità civile.
E' quanto stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 180 depositata il 19 giugno scorso.
A favore del carattere alternativo dell'indennizzo diretto - sottolinea la Consulta - depone uno dei principi fondamentali della legge delega che ha introdotto l'istituto e che prevede “un rafforzamento del servizio a tutela dei consumatori e dei contraenti deboli, attraverso il riconoscimento di una ulteriore modalità di tutela”
Notizia tratta dal Tg Videodiritto del 24 giugno 2009


