Stalking: una prima interpretazione sul nuovo reato
maggio 21st, 2009 in Diritto penale by redazione
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Appostamenti, continue telefonate, minacce: una prima interpretazione sul nuovo reato di stalking


Antonio said:
Ritengo che il Tribunale abbia intepretato abbastanza bene la norma. Occorre fissare ed individuare i presupposti in modo rigoroso, perché la formulazione legislativa mi appare lesiva del principio di tassatività e determinatezza della fattispecie.
maggio 31st, 2009 at 8:43 am
CHIARA LETIZIA said:
Ritengo che la nuova fattispecie di reato sia stata creata anche a fronte delle ingiustizie che oggi la donna subisce pur essendo stata sancita la parità di sessi. Occorre inoltre tenere ben distinto tale reato da quello similare di maltrattamenti in famiglia in quanto la reiterazione delle condotte di molestie telefoniche, minacce, appostamenti devono provocare una conseguenza di stato di disagio psico-fisico per la salute della donna o pregiudizio alle abitudini di vita, un danno morale nel senso di sofferenza psichica inteso come danno conseguenza in senso civilistico. Secondo il mio modo di vedere diritto, continue molestie, dolose sono indici di minaccia e violenza costitutivi del piu’ ampio reato complesso di atti persecutori ai sensi dell’art. 84 c.p.
novembre 22nd, 2009 at 5:16 pm
Matteo said:
«Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita».
Molto positivo il fatto che venga severamente punita la violenza psicologica, spesso ben più sottile ed immagino più difficilmente dimostrabile e “quantificabile” di quella fisica. Lo stalking è sempre stato uno strumento di minaccia ed ottenimento di quel perverso autocompiacimento per il potere dell’individuo sull’individuo che caratterizza abbastanza diffusamente il comportamento umano; “Il cosiddetto Male” di Lorenz docet. Bene che lo stalking sia diventato un reato, anche se mi chiedo quanto tempo sarà necessario perché la testa di certi giudici si adatti a questa innovazione filosofico-giuridica.
PS: visto che l’inglese stalking è grossomodo equipollente semanticamente all’italiano “perseguitare”, derivativo di “perseguire”, non si potrebbe adottare generalmente una formula corrispondente italiana? Non è nazionalismo il mio, ma non vedo perché dobbiamo adottare quando non necessario un’espressione o una parola straniera di cui già esiste un eccellente equivalente.
Questo senza voler nulla togliere alla grande dottrina giuridica anglosassone, cui va il merito di essere una pioniera nel sanzionare la violenza psicologica.
dicembre 14th, 2009 at 9:45 am